
Statua di Romeo e Giulietta. Foto di sfPhotoCraft.
Prosegue con questo secondo post l’excursus sui 10 buoni motivi per iscriversi al corso d’improvvisazione teatrale. Ieri abbiamo esaminato il primo motivo che è conoscere l’improvvisazione teatrale. Oggi parleremo del secondo motivo che è: imparare a dire di sì.
Quante volte nella vita di tutti i giorni diciamo no? Diciamo no ad un nuovo acquisto o a una bella idea che però ci sembra dispendiosa o pericolosa o diciamo no ad un progetto molto creativo ma che giudichiamo poco fattibile. In nome della prudenza spesso attraversiamo un’intera esistenza in cui diciamo quasi sempre di no e solo di rado di sì. Ci sembra giusto così perché crediamo che un determinato sì può costarci molto caro. E quindi, per esempio, alla carriera di musicisti o di attori abbiamo preferito quella più rassicurante di impiegato o di ragioniere. Oppure abbiamo rinunciato al nostro amore di gioventù perché il nostro o la nostra attuale partner ci sembra più a modo e tranquilla o tranquillo. Proteggiamo in questo modo la nostra vita da quelle che ci sembrano delle follie. E questo può essere più o meno giusto. Ognuno è artefice della propria vita, se vuole esserlo.
Quando però andiamo al cinema o a teatro parteggiamo per questo o quel personaggio perché dica di sì ad un amore che sembra andare contro ogni convenzione e contro ogni logica. In Romeo e Giulietta siamo fan accaniti della loro relazione contro la guerra che le loro famiglie invece si fanno. Oppure nel film Pretty Woman parteggiamo perché il protagonista (Richard Gere) si innamori e sposi la prostituta che incontra (Julia Roberts). Quanti di noi sposerebbero una prostituta? Ma è una favola si obietterà. Ed allora iniziamo a comprendere il potere di cambiare le regole che le storie hanno a parte che si dica di si. Se Romeo e Giulietta si dicono di no, dov’è la storia? Se Richard Gere scopa la prostituta e non se ne innamora dov’è la favola?
Ecco uno dei motivi per cui noi del Teatro del Sì, stiamo cercando chi dice “Sì”. Ora non dirci di no e iscriviti al corso.
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Coppia di fidanzati a Taormina. Foto di allblacks33 (flickr).
Noi del Teatro del Sì continuiamo a cercare chi si dice di sì. Perché chi dice sì comincia a costruire una storia, proprio come nelle storie negli spettacoli d’improvvisazione nei quali, non essendoci copione, un no equivale al blocco della scena, alla fine della storia. Lo abbiamo spiegato in un post. Oggi proponiamo la cronistoria di un fidanzamento ufficiale in Sicilia, una delle regioni del sud dove un sì tra due persone ha ancora molta importanza.
Il sì di Tarcisio e Simona in Sicilia. Breve cronaca raccontata da Sissi Sposini
Non mi piace viaggiare d’inverno perché fa freddo, le giornate sembrano corte e io non sono un uccello notturno, ma l’occasione non consentiva tutti questi no.
Mio cognato, pugliese e residente in Sicilia, ha deciso che fosse giunto il momento di presentare la sua dolce metà ai genitori, miei suoceri, in vista del matrimonio che si celebrerà tra poco più di un anno. Così, mio marito, i miei suoceri ed io, bagagli pieni di maglie pesanti “perché non si sa mai”, e leggere “perché tanto stiamo in Sicilia e fa sempre caldo”, abbiamo detto sì al viaggio di 3 giorni, sì alla ridente ed efficiente Salerno-Reggio Calabria e siam partiti, affidando gatti, galline e cane a volenterosi familiari, che hanno detto “sì, non ve li facciamo morire di fame gli animali”.
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Clipart utilizzata nell'azione di ambient
Una storia d’amore è il prototipo di tutte le storie. Inizia infatti con l’atto fondamentale, costitutivo di qualsiasi storia: un si. A partire da esso c’è poi il percorso della storia stessa. Infatti quel primo si è solo il preludio di altri si necessari per proseguire. Con un no la storia o non comincia o si interrompe. Dopo che due si sono conosciuti, infatti, gli altri si possono essere:
- il primo bacio;
- la prima volta che fanno l’amore;
- il fidanzamento;
- il matrimonio o la convivenza;
- i bambini.
e via dicendo: a ben pensarci una storia tra due persone è un quotidiano si. E in questa quotidianità alcuni si diventano importanti, a volte molto importanti. Come i si di Maria all’angelo che le annuncia il concepimento del Salvatore. Il suo è il si che dà inizio alla sua storia sconvolgente con Giuseppe e alla successiva missione terrena del loro figlio. Il suo si è la fondazione stessa del Cristianesimo. Oppure come il si tra Romeo e Giulietta. La loro storia è, in fondo, la lotta tra il si del loro amore e il no delle rispettive famiglie in guerra tra di loro. Le mille e una notte, poi, è un’intera saga di storie che scaturiscono a partire dal si, dal consenso del re Shahriyàr ad ascoltare i racconti di Shahrazàd.
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