
Keith Johnstone durante la videoconferenza del 3 ottobre al Metodi Festival.
Improvvisatori non abbiate paura! Questo il principale messaggio lanciato da Keith Johnstone durante la sua videoconferenza di oggi domenica 3 ottobre 2010 al Metodi Festival in corso al castello Pasquini (sessione mattutina) di Castiglioncello, in provincia di Livorno. Parlando di improvvisazione teatrale, di cui è considerato uno dei padri, ha esortato gli attori a lasciarsi andare alla spontaneità e quindi ad abbandonare ogni sovrastruttura, inclusi quei suggerimenti dal pubblico che spesso sono fatti più in spirito di goliardia che per costruire scene che raccontino una storia. Ha quindi invitato i partecipanti al festival a sviluppare le loro improvvisazioni passo dopo passo, con semplicità, facendo ciò che è addirittura ovvio. La ricerca dell’originalità è infatti bandita nel suo tipo di lavoro. Molto meglio cercare l’interazione con i propri partner in scena e seguire ciò che pian piano può nascere. Appuntamento a domani con la lezione aperta di Joel Rooks.
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Gli insegnanti del Metodi Festival durante la conferenza del 2 ottobre.
Il Metodi Festival è arrivato al terzo giorno di attività. Grande attesa perché tra un’ora, alle 11, interverrà in video-conferenza Keith Johnstone, il cuoi lavoro e i cui insegnamenti dagli anni ’70 in poi hanno aperto varie generazioni un po’ in tutto il mondo all’improvvisazione teatrale. A rappresentarlo in uno dei quattreo workshop è un suo allievo, Frank Totino. Gli altri coach presenti sono: Joel Rooks, Katy Handrickson e Paolo Assso. Intanto i temi delle due prime conferenze, che si svolgono al mattino, sono stati:
- la buona recitazione, all’interno del quale i docenti si sono trovati d’accordo sul ruolo che gioca quella che Paolo Asso chiama l’”interazione reale” tra gli attori in scena e tra questi e il pubblico: un’interazione molto vicina al “mondo immaginario” di Sanford Meisner, di cui ci ha parlato Joel Rooks;
- le circostanze date, che per Asso sono il trampolino della scena per gli attori, per Viola Spolin (rappresentata da Katy Handrickson) il focus e per Totino la possibilità di iniziare un viaggio di scoperta sulla scena;
- l’agire reciproco, che è un costante processo in cui mantenere accesa la fiaccola della verità in scena;
- il rapporto tra le circostanze e il testo, che è una sorta di “road map” per Joel Rooks su cui lavorare con la propria sensibilità di artista;
- la vulnerabilità dell’attore che gli permette di essere nel momento, di vivere il momento.
Continuate a collegarvi con Il Teatro del Sì per ulteriori approfondimenti nei prossimi giorni.
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Immagine della mappa del Metodi Festival. Clicca per accedere alla mappa.
Mancano 5 giorni all’inizio della terza edizione del Metodi Festival, festival di alta formazione teatrale dedicato quest’anno all’improvvisazione teatrale. L’improvvisazione sarà indagata e sperimentata come fondamento della recitazione stessa. Per farlo si utilizzeranno cinque diverse tecniche che si possono rintracciare ed esplorare attraverso una mappa mentale con i principali contenuti e link. Questa mappa vuole essere un ausilio per ricordare attraverso delle parole chiave e attraverso degli approfondimenti quelli che saranno gli approcci e i temi del festival. Per iniziare a inquadrarlo con uno sguardo che consenta ai partecipanti di tessere il loro tappeto di liaison e di relazioni su cui volare nel mondo dell’improvvisazione che, poi, è sempre una magia. Chi lo desidera può anche consultare il programma con tutti gli ospiti.
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Just waiting... Foto di Serena Bertini, responsabile dell'organizzazione del Metodi Festival.
E’ scattato il conto alla rovescia per il Metodi Festival, festival di metodi teatrali quest’anno dedicato all’improvvisazione teatrale. Mancano infatti nove giorni all’appuntamento il 1 Ottobre a Castiglioncello (e poi in altri comuni), in Toscana, per il primo dei dieci giorni di festival. Oggi andiamo a curiosare un po’ nel programma per alcune segnalazioni.
La prima che facciamo è l’incontro sabato sera con il regista e produttore norvegese Erik Gustavson. Il giorno dopo nel primo pomeriggio c’è, invece, la videoconferenza con uno dei padri dell’improvvisazione teatrale dei giorni nostri, oltre a Viola Spolin e ai fondatori dei Match d’improvvisazione teatrale, e vale a dire Keith Johnstone. Il giorno successivo toccherà all’attore Joel Rooks tenere una lezione aperta. Il 5 ottobre sarà la volta del pupillo di Lee Strasberg, David Gideon: “La tecnica sviluppata da Lee Strasberg è un’evoluzione dell’insegnamento di Stanislavskij, e ne ha potenziato soprattutto la parte che riguarda la memoria sensoriale e la sensibilità emotiva degli attori in relazione alle circostanze sceniche”. Mercoledì 6 il festival sforna, poi, due assi: Kathy Hendrickson e Frank Totino (che terrà una lezione aperta anche l’ultimo giorno, il 10 ottobre). L’unico insegnante italiano, Paolo Asso, terrà poi la sua lezione aperta al mattino del 7 ottobre. Proprio sul festival e sull’improvvisazione teatrale ci ha rilasciato di recente un’intervista. Il regista teatrale Horacio Czertok sarà poi ospite nella sessione mattutina dell’8 ottobre e alla sera del 9: direttore della compagnia “Teatro Nucleo”, fondata nel 1974 , è una delle poche compagnie che praticano ancora la forma di spettacolo nel tipico stile di teatro anni settanta ispirato a modelli come Jerzy Grotowski o il Living Theatre.
Il Teatro del Sì cercherà di pubblicare, come blog, aggiornamenti, interviste, curiosità e sviluppi del Festival Stay tuned…
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