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Articoli taggati ‘gruppo’

Mezz’ora sola ti vorrei

“un’ ora solati vorrei

per dirti quelloche non sai”

cantava nel 1938 Fedora Mingarelli poi ripresa negli anni 60 da numerosi gruppi come i Camaleonti e da artisti come Giorgia e Tiziano Ferro ai giorni nostri. E noi del Teatro del Sì prendiamo a prestito questa canzone. Ma ci basta meno tempo. A noi basta mezz’ora.Perciò ti diciamo: mezz’ora sola ti vorrei, per dirti quello che non sai. E cosa? Quel che da gennaio a questa parta sta succedendo con il Corso d’improvvisazione teatrale all’Arci di Francavilla Fontana. Perciò giovedì 11 marzo ti aspettiamo alle ore 19 e fino alle 19 e 30 per una mezz’ora di:

  • presentazione del Teatro del Sì e delle sue attività;
  • spiegarti cos’è l‘improvvisazione teatrale;
  • una reciproca conoscenza;
  • per parlarci circa le attività teatrali che potremmo fare insieme.

Ti sembra poca mezz’ora per tutto questo? La mezz’ora di tempo che ti chiediamo è per introdurti al magico mondo dell’improvvisazione teatrale e allepossibilità che apre anche con l’aiuto dei primi allievi del corso partito a gennaio all’Arci di Francavilla. Poi ti inviatiamo a restare con noi per l’ora e mezza successiva per una lezione gratuita (se partecipi la prima volta) d’improvvisazione teatrale per conoscere più da vicino il corso che proponiamo, le sue tecniche, il tipo di teatro ludico che proponiamo. Vieni dopodomani alla sede Arci in vico Arco Olimpio (vicino piazza Dante) a Francavilla. Aderisci all’evento su Facebook e sii dei nostri, non lasciarla solo un’adesione online. Ti aspettiamo con tutta la tua fisicità, voglia di capire e stare insieme a persone che vogliono creare il primo gruppo di artisti dell’ascolto e della spontaneità.

mezzora solati vorrei

io che non soscordarti mai..

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Vi farò attori nella vita

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gioco d'improvvisazione

Alcuni partecipanti al corso d'improvvisazione teatrale a Francavilla Fontana durante uno dei giochi.

Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori d’uomini».

Abbiamo scomodato il Vangelo di Marco per dare il senso di quella che è “l’ultima chiamata del Teatro del Sì“. Gesù in quel celebre passo, infatti, chiama i pescatori a pescare uomini anziché pesci. Vuole farli diventare “pescatori d’uomini”. E’ quindi alla ricerca di persone che salveranno altre persone, la più nobile delle missioni perché al servizio degli altri. E che cosa vuole salvare? La vita delle persone.

“Vi farò attori nella vita” è la promessa che il Teatro del Sì fà ai suoi primi iscritti. Ma che vuol dire “attori nella vita”? Vuol dire due cose:

  1. attori come mestiere, quindi nella vita, perché il corso è rivolto anche a coloro che vogliono fare del teatro il loro lavoro o la loro principale passione extra-lavorativa;
  2. a tutti coloro che vogliono frequentare il corso per i più svariati motivi e che quindi possono trarre giovamento dall’improvvisazione nella loro vita: e noi ne abbiamo individuati 10.

Ma il concetto di “vita sulla scena” merita un piccolo approfondimento. Perché nel genere di spettacolo che noi proponiamo:

  • non c’è spazio per la finzione (come falsità) e quindi invece che recitare preferiamo giocare (nel senso anglosassone e francofono del termine);
  • invece che proporre qualcosa di stantìo, di forzato, preferiamo vivere il momento, cogliere l’attimo e approfittare di ogni cosa che accade durante l’improvvisazione;
  • siamo del tutto veri grazie al ritorno alla spontaneità;
  • guardiamo alla vita nelle sua più varie sfaccettature e quindi da innumerevoli punti di vista;
  • possiamo essere anche nella stessa sera gangster o magnacci o presidenti o supereroi o avvocati o baby sitter e tutti i ruoli buoni o cattivi che ci vengono in mente senza alcun rischio :-)

Ora non dirmi che anche tu non vuoi essere “attore o attrice nella vita” ;-) Come fare? Dal 14 gennaio scorso è iniziato a Francavilla Fontana un corso d’improvvisazione teatrale. Le iscrizioni online sarebbero terminate ma se sei determinato/a, volenteroso/a, tenace, appassionato/a dimistracelo e ti accetteremo nel gruppo. Fai la preiscrizione online (non obbligatoria e non vincolante) online lo stesso e vieni a trovarci giovedì 4 Febbraio all’Arci di Francavilla Fontana (Br) in Vico Arco Olimpio (nei pressi di Piazza Dante) alle ore 19:00 (si raccomanda la puntualità). La prima lezione, per te, è gratuita. Chi vuole può anche iscriversi all’evento su Facebook e così potrà invitare anche i propri amici.

Conoscere l’improvvisazione, primo di 10 buoni motivi per iscriversi

5 gennaio 2010 4 commenti
Spettacolo alla notte dei messapi di Oria

Giuseppe Vitale e Francesca D'Abramo a La notte dei messapi di Oria del 2 gennaio 2010.

Tra 10 giorni inizia il corso d’improvvisazione teatrale del Teatro del Sì. Il 14 Gennaio a Francavilla Fontana presso la sede dell’Arci, a via dell’Arco Olimpo, è prevista, infatti, la prima lezione gratuita. E’ l’occasione buona per saggiare le caratteristiche del corso proposto e soprattutto le meraviglie dell’improvvisazione teatrale. Da oggi, 5 gennaio, fino al 14 gennaio vogliamo dare, in questo blog, 10 buoni motivi per iscriversi e partecipare al corso.

Il primo motivo per farlo è per conoscere più da vicino l’improvvisazione teatrale e goderne tutte le magie. Abbiamo già detto, in un post, che “improvvisare vuol dire calarsi per gioco in una situazione di vita e permettere alla propria umanità di esprimersi. Significa, quindi, arrivare a recitare in una maniera del tutto naturale creando la scena momento dopo momento e quindi alla fine, una storia che resta raccontata e ‘consumata’ solo una volta da un unico pubblico”. Improvvisaere vuol dire allora far parte di un’esperienza unica e irripetibile. Nessuno rivedrà mai la stessa improvvisazione, un po’ come nei mandala dei monaci tibetani, di cui abbiamo parlato in un altro post. Conoscere, allora, l’improvvisazione teatrale significa entrare nella galassia dell’arte estemporanea, l’arte del momento e per il momento. Questo significa da una parte grande tecnica e training continuo ma dall’altra relazione con le persone del pubblico, reciproca conoscenza. Una sorta di compenetrazione, insomma, tra natura e cultura, tecnica ed espressione, interiorità ed esteriorità.

Durante il corso, infatti, impareremo tutte le tecniche di base dell’improvvisazione e del teatro in generale. Lavoreremo sui meccanismi dell’ascolto, della fiducia, della formazione del gruppo e dellacomunicazione tra i suoi membri. Non essendoci drammaturgia scritta è necessario affinare al massimo i mezzi per esprimere una drammaturgia di gruppo, una parola collettiva che deve farsi subito ricca,subito significativa, subito interessante. Non è forse questo un buon motivo per iscriversi? Che aspetti? Iscriviti subito, hai tempo fino al 14 gennaio, giorno della prima lezione.

Il fugace mandala umano

10 dicembre 2009 2 commenti

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attori improvvisatori in riscaldamento

Gruppo di attori-improvvisatori eseguono il riscaldamento davanti al pubblico prima di un Match d'improvvisazione teatrale.

Un gruppo di attori improvvisatori è come un mandala umano. E’ questa la bella e molto suggestiva immagine venuta a Elly e Andre che in un loro post parlano di un Match d’improvvisazione teatrale da loro visto. Ecco cosa scrivono:

un “mandala umano” è l’immagine più evocativa che mi è venuta in mente pensando al match.
Il mandala è una specie di preghiera celebrativa che si compone di miriadi di microdisegni fatti con delle sabbie colorate che, alla fine, dopo aver creato un’immagine globale e coloratissima, vengono soffiate via.
In questo senso, il match d’improvvisazione è una creazione ti tante persone diverse (e colorate), che formano un bellissimo disegno sulla scena assieme a tante altre “persone sabbiolina”alla fine però non ti resta in mano nulla, se non la gioia di aver creato (ed assistito) a qualcosa di unico ed irripetibile, fugace e bellissimo, come un mandala.

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Il cemento dell’ascolto

Gruppo di fotografi

Gruppo di fotografi in controluce in varie pose.

Che cosa succede quando si mettono insieme più persone? Il primo pensiero va subito alla grande difficoltà nel metterle d’accordo, al fatto che ciascuno vuole ragionare con la propria testa o decidere con il proprio cuore. Il più delle volte sembra un’operazione impossibile, un’idea morta già alla nascita. Anche quando ci sono degli interessi in comune o degli obbiettivi che tengono insieme le persone per qualche tempo è sempre molto facile che il gruppo si sfaldi e che si torni al predominio dell’individualità, dell’io sulla coesione. Quante volte assistiamo alla nascita di gruppi e gruppetti che alla prima difficoltà si sciolgono come ghiaccioli sotto il sole d’agosto. Oppure quante volte certi gruppi sembravano inossidabili, capaci di sfidare il tempo e invece si sono persi di vista come pivelli senza bussola nel bosco.

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