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Vi farò attori nella vita

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gioco d'improvvisazione

Alcuni partecipanti al corso d'improvvisazione teatrale a Francavilla Fontana durante uno dei giochi.

Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori d’uomini».

Abbiamo scomodato il Vangelo di Marco per dare il senso di quella che è “l’ultima chiamata del Teatro del Sì“. Gesù in quel celebre passo, infatti, chiama i pescatori a pescare uomini anziché pesci. Vuole farli diventare “pescatori d’uomini”. E’ quindi alla ricerca di persone che salveranno altre persone, la più nobile delle missioni perché al servizio degli altri. E che cosa vuole salvare? La vita delle persone.

“Vi farò attori nella vita” è la promessa che il Teatro del Sì fà ai suoi primi iscritti. Ma che vuol dire “attori nella vita”? Vuol dire due cose:

  1. attori come mestiere, quindi nella vita, perché il corso è rivolto anche a coloro che vogliono fare del teatro il loro lavoro o la loro principale passione extra-lavorativa;
  2. a tutti coloro che vogliono frequentare il corso per i più svariati motivi e che quindi possono trarre giovamento dall’improvvisazione nella loro vita: e noi ne abbiamo individuati 10.

Ma il concetto di “vita sulla scena” merita un piccolo approfondimento. Perché nel genere di spettacolo che noi proponiamo:

  • non c’è spazio per la finzione (come falsità) e quindi invece che recitare preferiamo giocare (nel senso anglosassone e francofono del termine);
  • invece che proporre qualcosa di stantìo, di forzato, preferiamo vivere il momento, cogliere l’attimo e approfittare di ogni cosa che accade durante l’improvvisazione;
  • siamo del tutto veri grazie al ritorno alla spontaneità;
  • guardiamo alla vita nelle sua più varie sfaccettature e quindi da innumerevoli punti di vista;
  • possiamo essere anche nella stessa sera gangster o magnacci o presidenti o supereroi o avvocati o baby sitter e tutti i ruoli buoni o cattivi che ci vengono in mente senza alcun rischio :-)

Ora non dirmi che anche tu non vuoi essere “attore o attrice nella vita” ;-) Come fare? Dal 14 gennaio scorso è iniziato a Francavilla Fontana un corso d’improvvisazione teatrale. Le iscrizioni online sarebbero terminate ma se sei determinato/a, volenteroso/a, tenace, appassionato/a dimistracelo e ti accetteremo nel gruppo. Fai la preiscrizione online (non obbligatoria e non vincolante) online lo stesso e vieni a trovarci giovedì 4 Febbraio all’Arci di Francavilla Fontana (Br) in Vico Arco Olimpio (nei pressi di Piazza Dante) alle ore 19:00 (si raccomanda la puntualità). La prima lezione, per te, è gratuita. Chi vuole può anche iscriversi all’evento su Facebook e così potrà invitare anche i propri amici.

Meglio dire di sì

27 gennaio 2010 2 commenti

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E' meglio dire di Si

Clipart utilizzata nell'azione di ambient marketing.

Venerdì 29 gennaio è l’ultima chiamata del Teatro del Sì, per coloro che amano dire di sì. Continuiamo, infatti, fino a venerdì, al massimo, a cercare coloro che attraverso un sì vogliono far nascere delle storie, al di là delle convenzioni, al di là delle regole che ci rendono ciechi e schiavi. Una storia a teatro o in un racconto è infatti sempre la rottura di una routine, un sì a quel che può accadere e che fa iniziare l’avventura. Abbiamo già spiegato perché stiamo cercando chi dice di sì. E abbiamo anche raccontato in proposito il sì di Tarcisio e Simona. Infine abbiamo parlato di quanto è importante imparare a dire di sì.

ragazza francavillese

Ragazza di Francavilla Fontana per l'operazione "Meglio dire di Si".

Venerdì 29 vi è l’ultimo appuntamento con le lezioni gratuite del corso d’improvvisazione teatrale. C’è una grande notizia per chi ci verrà a trovare venerdì alle 19 presso la sede Arci di Francavilla Fontana. La buona notizia è che le facoltà di immaginazione e fantasia si possono imparare, non sono doti innate.

Coppia francavillese

Coppia francavillese per la campagna "Meglio dire di Si".

La grande novità dell’improvvisazione teatrale, nata in Canada negli anni ’70 e che ora sta facendo il giro del mondo, è che un approccio ludico, rilassato, spontaneo porta le persone a riscoprire dentro se stesse doti e capacità che mai avrebbero sospettato di avere. Per questo anche in Italia a partire dal 1989 i corsi e i laboratori di improvvisazione teatrale hanno ormai coinvolto qualche migliaio di persone e dilettanti al centro-nord. Ora grazie all’attore canadese Ian Algie è possibile immergersi in questa rivoluzione in corso frequentando il corso presso l’Arci di Francavilla Fontana iniziato lo scorso 14 gennaio. L’iniziativa piace molto ai francavillesi che l’hanno accolta molto bene anche partecipando al corso con un nutrito gruppo arricchito da partecipanti dei comuni limitrofi. Che aspetti? Vienici a trovare. Gradita, ma non obbligatoria, la preiscrizione online.

Secondo appuntamento con l’improvvisazione teatrale

Ian Algie

Ian Algie (da destra) durante la prima lezione di presentazione del corso.

Secondo appuntamento questa sera alle ore 19 con il corso d’improvvisazione teatrale. Ricordiamo che è possibile iscriversi fino al 28 di gennaio e che la prima lezione per chi vi partecipa è gratuita. Dopo il primo appuntamento del 14 gennaio scorso questo giovedì dunque presso l’Arci di Francavilla Fontana, al vico Olimpio (nei pressi di piazza Dante) si rinnova la magia dell’improvvisazione teatrale grazie all’attore-improvvisatore canadese Ian Algie. Magia perché si tratta di una forma di teatro senza copioni, senza regia, senza scenografia, senza nulla di preparato in anticipo come andiamo ripetendo da un mese su quotidiani, in tv e alla radio. Ma non solo. La caratteristica più importante in questa forma di spettacolo è l’interazione con il pubblico che suggerisce agli attori i temi per le improvvisazioni e vota dopo ciascuna di esse. Il tutto, insomma, è all’insegna di una grande spontaneità e del gioco. Quindi il corso è consigliato a tutti: sia a chi è attrice o attore sia a chi fa altro nella vita. Per tutti questi abbiamo preparato 10 buoni motivi per iscriversi. Venite a trovarci stasera allora. Gradita ma non vincolante la preiscrizione.

10 buoni motivi per iscriversi al Corso d’improvvisazione teatrale

14 gennaio 2010 2 commenti
Noi cerchiamo Te

Noi cerchiamo proprio Te

Oggi vogliamo darti 10 buoni motivi per iscriverti al Corso d’improvvisazione teatrale che parte oggi alle ore 19 con la prima lezione gratuita all’Arci di Francavilla Fontana. I 10 motivi sono:

  1. conoscere l’improvvisazione teatrale;
  2. imparare a dire di sì;
  3. imparare a farsi capire;
  4. giocare e non recitare;
  5. rispondere al richiamo della foresta;
  6. approfittare del surrealismo;
  7. tornare ad essere spontanei;
  8. imparare a cambiare;
  9. creare un teatro del popolo;
  10. il decimo motivo vieni a dircelo tu oggi alle ore 19 alla sede Arci di via Francavilla Fontana in via Arco Olimpo (nei pressi del ristorante “Arco Olimpio”). Se hai difficoltà a raggiungere il posto chiama il 320 0422825. Gradita, ma non vincolante, la preiscrizione. Noi cerchiamo Te e i tuoi amici.

Creare un “Teatro del popolo”, nono motivo per iscriversi

13 gennaio 2010 1 commento
Melillo, Algie e Passaro

da sinistra: Filippo Melillo (Arci), Ian Algie (Teatro del Sì), Chicco Passaro (Magazzini Teatrali)

Eccoci giunti al nono dei dieci buoni motivi per iscriversi al nostro corso d’improvvisazione teatrale. Il motivo di oggi è: creare un “teatro del popolo”. Chiariamo questo pensiero con il reoconto della conferenza stampa di stamattina.

FRANCAVILLA FONTANA (13 Gennaio 2010) — Si è tenuta stamane alle 10 e 30 la conferenza stampa delle attività teatrali in programma nel 2010 presso il circolo Arci di Francavilla Fontana. Protagonisti ne sono stati, oltre al circolo Arci stesso, Ian Algie e Giuseppe Vitale del Teatro del Sì e Chicco Passaro dei Magazzini Teatrali. Questi tre soggetti, infatti, stanno per dare vita a dei progetti teatrali nella città di Francavilla Fontana che vogliono coinvolgere tutto il territorio brindisino e oltre. Il Teatro del Sì, infatti, sta promuovendo un corso d’improvvisazione teatrale che inizierà domani giovedì 14 gennaio alle ore 19 con una prima lezione gratuita presso la sede Arci in via Arco Olimpo a Francavilla Fontana. In Primavera prevede poi di rappresentare il suo format-spettacolo d’improvvisazione teatrale Oltreparola, in cui gli attori improvvisano su suggerimenti del pubblico. Per l’occasione gli inviati delle testate presenti hanno potuto conoscere il docente del corso: l’attore-improvvisatore e clown canadese Ian Algie. Quest’ultimo ha dichiarato di voler realizzare nel brindisino un vero e proprio «teatro del popolo» innestando nel tessuto culturale locale tutta la sua pluriennale esperienza d’improvvisazione teatrale oltreoceano degli Stati Uniti e del Canada. In questo teatro del popolo, ha assicurato l’altro attore del gruppo ed organizzatore Giuseppe Vitale, chiunque si avvicinerà al corso, a prescindere da precedenti esperienze, potrà in breve tempo acquisire notevoli doti di fantasia e immaginazione da utilizzare sia nel lavoro teatrale sia nelle proprie attività quotidiane. Interessato all’improvvisazione teatrale e in sintonia con i suoi propositi e meccanisi si è detto Chicco Passaro i cui Magazzini teatrali, invece, a breve ultimeranno il loro spettacolo Anatra all’arancia di Marc-Gilbert Sauvajon. Stanno intanto lavorando ad uno spettacolo sul patriota Salvatore Morelli per i 150 anni dell’Unità d’Italia e per maggio produrranno lo spettacolo Il Castello e la luna in concomitanza dei 700 anni dalla fondazione della città di Francavilla Fontana. Il circolo Arci di Francavilla Fontana per bocca del suo presidente Filippo Melillo intende diventare un punto di riferimento per le attività teatrali e gli spettacoli in tutto il territorio in risposta agli stimoli provenienti da molti settori e alla richiesta di attività ludico-teatrali che in molti gli rivolgono.

FRANCAVILLA FONTANA (13 Gennaio 2010) — Si è tenuta stamane alle 10 e 30 la conferenza stampa delle attività teatrali in programma nel 2010 presso il circolo Arci di Francavilla Fontana. Protagonisti ne sono stati, oltre al circolo Arci stesso, Ian Algie e Giuseppe Vitale del Teatro del Sì e Chicco Passaro dei Magazzini Teatrali. Questi tre soggetti, infatti, stanno per dare vita a dei progetti teatrali nella città di Francavilla Fontana che vogliono coinvolgere tutto il territorio brindisino e oltre. Il Teatro del Sì, infatti, sta promuovendo un corso d’improvvisazione teatrale che inizierà domani giovedì 14 gennaio alle ore 19 con una prima lezione gratuita presso la sede Arci in via Arco Olimpo a Francavilla Fontana. In Primavera prevede poi di rappresentare il suo format-spettacolo d’improvvisazione teatrale Oltreparola, in cui gli attori improvvisano su suggerimenti del pubblico. Per l’occasione gli inviati delle testate presenti hanno potuto conoscere il docente del corso: l’attore-improvvisatore e clown canadese Ian Algie. Quest’ultimo ha dichiarato di voler realizzare nel brindisino un vero e proprio «teatro del popolo» innestando nel tessuto culturale locale tutta la sua pluriennale esperienza d’improvvisazione teatrale oltreoceano degli Stati Uniti e del Canada. In questo teatro del popolo, ha assicurato l’altro attore del gruppo ed organizzatore Giuseppe Vitale, chiunque si avvicinerà al corso, a prescindere da precedenti esperienze, potrà in breve tempo acquisire notevoli doti di fantasia e immaginazione da utilizzare sia nel lavoro teatrale sia nelle proprie attività quotidiane.Interessato all’improvvisazione teatrale e in sintonia con i suoi propositi e meccanisi si è detto Chicco Passaro i cui Magazzini teatrali, invece, a breve ultimeranno il loro spettacolo Anatra all’arancia di Marc-Gilbert Sauvajon. Stanno intanto lavorando ad uno spettacolo sul patriota Salvatore Morelli per i 150 anni dell’Unità d’Italia e per maggio produrranno lo spettacolo Il Castello e la luna in concomitanza dei 700 anni dalla fondazione della città di Francavilla Fontana.Il circolo Arci di Francavilla Fontana per bocca del suo presidente Filippo Melillo intende diventare un punto di riferimento per le attività teatrali e gli spettacoli in tutto il territorio in risposta agli stimoli provenienti da molti settori e alla richiesta di attività ludico-teatrali che in molti gli rivolgono.

Imparare a cambiare, ottavo motivo per iscriversi

12 gennaio 2010 1 commento
Change

Ho scritto "change" tra le nubi. (da flightlessXbird su Flickr)

Checco Zalone cade dalle nubi. Noi invece sulle nuvole non solo ci restiamo ma le modelliamo così come si può vedere nella foto qui a sinistra. E ci scriviamo grande grande “cambiamento” (change in inglese). Non ci limitiamo a scriverlo però, ma impariamo a crearlo il cambiamento con l’improvvisazione teatrale. L’ottavo dei buoni dieci motivi per iscriversi al corso è infatti quello di imparare a cambiare.

Tanti corsi di vario genere oggi promettono il cambiamento del proprio destino. Ti dicono che la felicità è lì a pochi passi da te o addirittura davanti a te solo che tu non la vedi. E allora ti convincono che questo o quel guru, questo o quel maestro, questa o quella disciplina ti apriranno gli occhi. E dopodiché che nessuno ti priverà della felicità che meriti e che ti aspetta. Un gran bel quadretto, non c’è che dire. Chi non desidera il cambiamento nella propria vita in una società, in una struttura, un sistma che per molti motivi spesso viaggia per inerzia? Allora c’è chi indaga con gli strumenti della teologia e della filosofia intorno alla felicità, oppure si affida alla pratica dello yoga o delle arti marziali o di altre discipline. C’è poi chi questo cambiamento spera che arrivi dalla politica, magari da Obama che con il suo “Yes, we can” ha dato speranza a molti.

C’è chi, poi cerca di essere artefice di un cambiamento individuale e collettivo attraverso gli strumenti e le azioni in suo possesso, se è abbastanza onesto. Altrimenti al limite pensa a farsi una posizione, un posto al sole e buonanotte alle belle speranze. C’è chi infatti ha rinunciato al cambiamento e pensa solo a sopravvivere. A prendere quel che viene. Ma al momento non c’è nessuna scuola al mondo che insegni a cambiare e di conseguenza nessuno impara a cambiare. In teoria questo compito spetterebbe ad insegnanti ed educatori ma è già tanto se questi riescono ad insegnarci a stare al mondo, a sopportarlo.

Ma dove andremo allora per imparare a cambiare? Per fortuna ogni tanto arrivano strumenti, risorse, persone che ci illuminano. Pensiamo alla lotta nonviolenta di Gandhi e Marthin Luther King ad esempio. O pensiamo a grandi educatori come Paulo Freire o don Lorenzo Milani. Ma anche le arti e il teatro in particolare ci permettono di imparare a cambiare. L’improvvisazione teatrale, infatti, nella misura in cui ci fa sperimentare atteggiamenti nuovi per noi, situazioni mai sperimentate, esperienze che nella vita ci costerebbero troppo ci consente di verificare una grande serie di possibilità. E’ la palestra della vita perché ci permette il training del cambiamento. Se estremizziamo, infatti, una serie di episodi duranti i giochi e gli esercizi del corso potremo capire tantissimo su di noi, gli altri, la società, il mondo. Buon cambiamento, partecipate alla prima lezione gratuita del corso dopodomani giovedì 14 gennaio alle ore 19.00 presso la sede Arci di Francavilla Fontana in via Arco Olimpo. Gradita la preiscrizione.

Cerchiamo chi dice “si”

7 dicembre 2009 4 commenti
E' meglio dire di Si

Clipart utilizzata nell'azione di ambient

Una storia d’amore è il prototipo di tutte le storie. Inizia infatti con l’atto fondamentale, costitutivo di qualsiasi storia: un si. A partire da esso c’è poi il percorso della storia stessa. Infatti quel primo si è solo il preludio di altri si necessari per proseguire. Con un no la storia o non comincia o si interrompe. Dopo che due si sono conosciuti, infatti, gli altri si possono essere:

  • il primo bacio;
  • la prima volta che fanno l’amore;
  • il fidanzamento;
  • il matrimonio o la convivenza;
  • i bambini.

e via dicendo: a ben pensarci una storia tra due persone è un quotidiano si. E in questa quotidianità alcuni si diventano importanti, a volte molto importanti. Come i si di Maria all’angelo che le annuncia il concepimento del Salvatore. Il suo è il si che dà inizio alla sua storia sconvolgente con Giuseppe e alla successiva missione terrena del loro figlio. Il suo si è la fondazione stessa del Cristianesimo. Oppure come il si tra Romeo e Giulietta. La loro storia è, in fondo, la lotta tra il si del loro amore e il no delle rispettive famiglie in guerra tra di loro. Le mille e una notte, poi, è un’intera saga di storie che scaturiscono a partire dal si, dal consenso del re Shahriyàr ad ascoltare i racconti di Shahrazàd.

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