Archivio

Articoli taggati ‘drammaturgia’

La nuova scena inglese al comunale di Torre Santa Susanna

10 aprile 2012 1 commento
Lucia Zotti e Marialuisa Longo

Lucia Zotti e Marialuisa Longo.

Con il progetto Short Latitudes alla scoperta della drammaturgia per il teatro in Gran Bretagna e in Italia. La dramaturgia contemporanea inglese incontra il teatro pugliese. Appuntamento il 13 aprile alle ore 21.

Ingresso gratuito. Info al 331 3477311.

Venerdì 13 aprile 2012 alle ore 21 al teatro comunale di Torre Santa Susanna, con ingresso gratuito, andranno in scena due lavori che riguardano due autrici inglesi contemporanee.
Il primo è il reading di Behzti (Disonore) dell’autrice sikh londinese Gurpret Kaur Bhatti con la traduzione di Luca Scarlini. Gurpreet ricostruisce un impietoso spaccato di vita quotidiana della comunità sikh londinese intriso di humour nero. Questo testo è dunque un’immersione all’interno del sikhismo, che è una religione nata in India nel XV secolo e che conta diverse comunità sparse nel mondo tra cui quelle di Londra (la più grande in Europa) e quella italiana (la seconda in Europa dopo quella di Londra) nell’Agro Pontino e nella pianura padana. La prima volta che è stato rappresentato a Londra questo testo, nel 2004, è stato oggetto di una feroce controversia, perché conteneva scene di violenza e abuso che si dipanano all’interno del Gurdwara, l’edificio sacro sikh. Protagoniste sono Balbir e sua figlia Min, la quale passa la totalità del tempo a prendersi cura della madre malata, che non sta mai zitta. La storia inizia nel momento in cui le donne si stanno preparando per uscire di casa dopo moltissimo tempo e andare al tempio. Madre e figlia si avviano verso il tempio ma quando Balbir incontra i vecchi amici, un trauma, rimasto chiuso nel suo inconscio per tantissimi anni, affiora. Le piccole illusioni di Min e Balbir vengono frantumate e disperse in un mondo di aspirazioni disperate e pericolose sfide. Prodotto da Maccabè Teatro vede la regia di Enzo Toma degli attori che sono: Lucia Zotti, Marialuisa Longo, Giuseppe Vitale, Francesco Ocelli, Giancarlo Luce, Monica Contini, Ermelinda Nasuto. Il testo sarà messo in scena in modo integrale anche se in forma di lettura (sebbene gli attori non avranno il copione in mano o su un leggìo) cercando di farne emergere la cruda bellezza.

Monica Contini

Monica Contini

Il secondo è la mise en espace (uno studio) di Same Same di Shireen Mula (traduzione di Luca Scarlini) diretta da Gaetano Colella per il Crest di Taranto e con Catia Caramia, Elena Giove e Andrea Petrini. E’ la storia di due donne fortemente legate tra loro da una vicenda che si rivela solo gradualmente allo spettatore. E’ un testo estremamente poetico, crudele e dolce al tempo stesso: porta alla luce parti di una realtà scomposta, frantumata in mille pezzi. Questo secondo lavoro è caratterizzato da un ritmo serrato dettato dallo stesso stile dell’autrice.
Questi due lavori sono il seguito di un workshop, riservato alle residenze teatrali dei Teatri Abitati, che si è tenuto a Giovinazzo (Bari) dal 6 al 9 Gennaio 2012 e che ha visto la partecipazione dei drammaturghi inglesi Steve Waters e Gurpreet Kaur Bhatti, oltre che della dramaturg Caroline Jester del Birmingham Repertory Theatre. Il progetto è promosso dal British Council Italiano e dal Teatro Pubblico Pugliese. Partner sono il Birmingham Repertory Theatre, Oval House di Londra e Università di Bari. Oltre che a Torre Santa Susanna questi due lavori saranno rappresentati a San Vito dei Normanni, Taranto e Bari. Per info chiamare il 331 3477311.

Conoscere l’improvvisazione, primo di 10 buoni motivi per iscriversi

5 gennaio 2010 4 commenti
Spettacolo alla notte dei messapi di Oria

Giuseppe Vitale e Francesca D'Abramo a La notte dei messapi di Oria del 2 gennaio 2010.

Tra 10 giorni inizia il corso d’improvvisazione teatrale del Teatro del Sì. Il 14 Gennaio a Francavilla Fontana presso la sede dell’Arci, a via dell’Arco Olimpo, è prevista, infatti, la prima lezione gratuita. E’ l’occasione buona per saggiare le caratteristiche del corso proposto e soprattutto le meraviglie dell’improvvisazione teatrale. Da oggi, 5 gennaio, fino al 14 gennaio vogliamo dare, in questo blog, 10 buoni motivi per iscriversi e partecipare al corso.

Il primo motivo per farlo è per conoscere più da vicino l’improvvisazione teatrale e goderne tutte le magie. Abbiamo già detto, in un post, che “improvvisare vuol dire calarsi per gioco in una situazione di vita e permettere alla propria umanità di esprimersi. Significa, quindi, arrivare a recitare in una maniera del tutto naturale creando la scena momento dopo momento e quindi alla fine, una storia che resta raccontata e ‘consumata’ solo una volta da un unico pubblico”. Improvvisaere vuol dire allora far parte di un’esperienza unica e irripetibile. Nessuno rivedrà mai la stessa improvvisazione, un po’ come nei mandala dei monaci tibetani, di cui abbiamo parlato in un altro post. Conoscere, allora, l’improvvisazione teatrale significa entrare nella galassia dell’arte estemporanea, l’arte del momento e per il momento. Questo significa da una parte grande tecnica e training continuo ma dall’altra relazione con le persone del pubblico, reciproca conoscenza. Una sorta di compenetrazione, insomma, tra natura e cultura, tecnica ed espressione, interiorità ed esteriorità.

Durante il corso, infatti, impareremo tutte le tecniche di base dell’improvvisazione e del teatro in generale. Lavoreremo sui meccanismi dell’ascolto, della fiducia, della formazione del gruppo e dellacomunicazione tra i suoi membri. Non essendoci drammaturgia scritta è necessario affinare al massimo i mezzi per esprimere una drammaturgia di gruppo, una parola collettiva che deve farsi subito ricca,subito significativa, subito interessante. Non è forse questo un buon motivo per iscriversi? Che aspetti? Iscriviti subito, hai tempo fino al 14 gennaio, giorno della prima lezione.

L’improvvisazione teatrale è per tutti

18 novembre 2009 2 commenti
Long form d'improvvisazione teatrale

Francesco Burroni e i suoi allievi in una long form di improvvisazione teatrale.

Stai per uscire di casa per un appuntamento importante, irrinunciabile e all’improvviso ti piomba un vecchio amico che non vedevi da 10 anni e che dice che vuol passare tutta la giornata con te. Hai la casa libera e dai appuntamento al tuo partner per una frizzante seratina ma all’improvviso suona al tuo citofono tua madre che dice di voler passare un po’ di tempo con te. Hai sfornato il tuo ultimo software e stai dimostrando al tuo cliente come funziona quando all’improvviso va in crash rischiando di farti fare brutta figura. Sono alcuni esempi dei tantissimi imprevisti in cui incappiamo spesso anche se siamo degli abili ed incalliti pianificatori e pensiamo sempre a tutto o quasi. L’imprevisto è dietro l’angolo e spunta quando meno te l’aspetti appunto. Sembra addirittura che si diverta alla tue spalle, che abbia ordito un complotto contro di te. C’è chi allora la prende con filosofia e chi invece si arrabbia, chi è paziente e chi cede alll’ira. Gli attori, soprattutto di teatro, sanno bene quanto gli imprevisti siano sempre all’erta e pericolosi. Perciò quando arrivano cercano di minimizzarli o, meglio ancora, farne tesoro inglobandoli nella trama dello spettacolo.
Continua a leggere…

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.