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Articoli taggati ‘attori’

Conto alla rovescia per il Metodi Festival

22 settembre 2010 3 commenti
just waiting

Just waiting... Foto di Serena Bertini, responsabile dell'organizzazione del Metodi Festival.

E’ scattato il conto alla rovescia per il Metodi Festival, festival di metodi teatrali quest’anno dedicato all’improvvisazione teatrale. Mancano infatti nove giorni all’appuntamento il 1 Ottobre a Castiglioncello (e poi in altri comuni), in Toscana,  per il primo dei dieci giorni di festival. Oggi andiamo a curiosare un po’ nel programma per alcune segnalazioni.

La prima che facciamo è l’incontro sabato sera con il regista e produttore norvegese Erik Gustavson. Il giorno dopo nel primo pomeriggio c’è, invece, la videoconferenza con uno dei padri dell’improvvisazione teatrale dei giorni nostri, oltre a Viola Spolin e ai fondatori dei Match d’improvvisazione teatrale, e vale a dire Keith Johnstone. Il giorno successivo toccherà all’attore Joel Rooks tenere una lezione aperta. Il 5 ottobre sarà la volta del pupillo di Lee Strasberg, David Gideon: “La tecnica sviluppata da Lee Strasberg è un’evoluzione dell’insegnamento di Stanislavskij, e ne ha potenziato soprattutto la parte che riguarda la memoria sensoriale e la sensibilità emotiva degli attori in relazione alle circostanze sceniche”. Mercoledì 6 il festival sforna, poi, due assi: Kathy Hendrickson e Frank Totino (che terrà una lezione aperta anche l’ultimo giorno, il 10 ottobre). L’unico insegnante italiano, Paolo Asso, terrà poi la sua lezione aperta al mattino del 7 ottobre. Proprio sul festival e sull’improvvisazione teatrale ci ha rilasciato di recente un’intervista. Il regista teatrale Horacio Czertok sarà poi ospite nella sessione mattutina dell’8 ottobre e alla sera del 9: direttore della compagnia “Teatro Nucleo”, fondata nel 1974 , è una delle poche compagnie che praticano ancora la forma di spettacolo nel tipico stile di teatro anni settanta ispirato a modelli come Jerzy Grotowski o il Living Theatre.

Il Teatro del Sì cercherà di pubblicare, come blog, aggiornamenti, interviste, curiosità e sviluppi del Festival Stay tuned…

Vi farò attori nella vita

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gioco d'improvvisazione

Alcuni partecipanti al corso d'improvvisazione teatrale a Francavilla Fontana durante uno dei giochi.

Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori d’uomini».

Abbiamo scomodato il Vangelo di Marco per dare il senso di quella che è “l’ultima chiamata del Teatro del Sì“. Gesù in quel celebre passo, infatti, chiama i pescatori a pescare uomini anziché pesci. Vuole farli diventare “pescatori d’uomini”. E’ quindi alla ricerca di persone che salveranno altre persone, la più nobile delle missioni perché al servizio degli altri. E che cosa vuole salvare? La vita delle persone.

“Vi farò attori nella vita” è la promessa che il Teatro del Sì fà ai suoi primi iscritti. Ma che vuol dire “attori nella vita”? Vuol dire due cose:

  1. attori come mestiere, quindi nella vita, perché il corso è rivolto anche a coloro che vogliono fare del teatro il loro lavoro o la loro principale passione extra-lavorativa;
  2. a tutti coloro che vogliono frequentare il corso per i più svariati motivi e che quindi possono trarre giovamento dall’improvvisazione nella loro vita: e noi ne abbiamo individuati 10.

Ma il concetto di “vita sulla scena” merita un piccolo approfondimento. Perché nel genere di spettacolo che noi proponiamo:

  • non c’è spazio per la finzione (come falsità) e quindi invece che recitare preferiamo giocare (nel senso anglosassone e francofono del termine);
  • invece che proporre qualcosa di stantìo, di forzato, preferiamo vivere il momento, cogliere l’attimo e approfittare di ogni cosa che accade durante l’improvvisazione;
  • siamo del tutto veri grazie al ritorno alla spontaneità;
  • guardiamo alla vita nelle sua più varie sfaccettature e quindi da innumerevoli punti di vista;
  • possiamo essere anche nella stessa sera gangster o magnacci o presidenti o supereroi o avvocati o baby sitter e tutti i ruoli buoni o cattivi che ci vengono in mente senza alcun rischio :-)

Ora non dirmi che anche tu non vuoi essere “attore o attrice nella vita” ;-) Come fare? Dal 14 gennaio scorso è iniziato a Francavilla Fontana un corso d’improvvisazione teatrale. Le iscrizioni online sarebbero terminate ma se sei determinato/a, volenteroso/a, tenace, appassionato/a dimistracelo e ti accetteremo nel gruppo. Fai la preiscrizione online (non obbligatoria e non vincolante) online lo stesso e vieni a trovarci giovedì 4 Febbraio all’Arci di Francavilla Fontana (Br) in Vico Arco Olimpio (nei pressi di Piazza Dante) alle ore 19:00 (si raccomanda la puntualità). La prima lezione, per te, è gratuita. Chi vuole può anche iscriversi all’evento su Facebook e così potrà invitare anche i propri amici.

Giocare e non recitare, quarto motivo per iscriversi

8 gennaio 2010 3 commenti
Attori su palcoscenico

(dall'album di pmcalara su Flickr)

Quant’è brutto il termine italiano “recitare”! E’ proprio orrendo. Se andate sul vocabolario infatti vi dirà che significa, in sostanza, citare due volte: la prima è quella scritta, la seconda quella a voce alta. In questo modo tutta l’importanza ce l’ha il testo scritto, preparato prima, di cui l’attore o l’attrice è solo un pappagallo, una funzione secondaria. Il verbo “recitare” non rende giustizia all’arte drammatica, soprattutto se confrontanto con i verbi utilizzati in altre lingue. In queste ultime infatti i verbi “giocare”, “suonare” e “recitare” sono riuniti sotto un unico verbo che può essere il “to play” inglese o il “jouer” francese e così anche in altre lingue. In Italia abbiamo insomma tolto la parte ludica all’arte del palcoscenico. E cosa ne resta? E’ quel che si chiede Etrio Fidora in un suo articolo. E si badi bene che anche nell’antica Grecia il teatro era molto più legato al gioco di quanto si pensi se badiamo al fatto che il termine “agon” “stava per ‘gioco’ e ‘gara’ (e noi contemporanei ne deriviamo ‘agonistico’, che è ancora una volta un aggettivo), ma ‘agòn’ era anche il luogo dove ciò si svolgeva ed era dunque palestra o circo o stadio o anfiteatro o agorà cioè piazza, ma era in più sede di assemblea e dunque altresì di dibattito e di fronteggiamenti politici”. Era tutto un grande gioco insomma dal quale noi, a torto, abbiamo tolto la parte ludica.

L’improvvisazione teatrale, invece, mette l’accento proprio sul gioco perché è priva di testi preparati in precedenza. Non c’è dunque recitazione intesa come la riproposta di testi che con tutti gli sforzi di questo mondo non saranno mai spontanei. Ma c’è invece la spontaneità che sgorga dalla verità vissuta nel momento e davanti a quell’unico pubblico che partecipa dell’azione ludica. E se gli attoriaccettano il gioco sono in ogni momento veri, sono davvero quei personaggi che mettono in scena. Ed è questo il grande obbiettivo di ogni scuola di teatro o di cinema. Non è anche questo un ottimo motivo per iscriversi al corso d’improvvisazione teatrale?

stava per “gioco” e “gara” (e noi contemporanei ne deriviamo “agonistico”, che è ancora una volta un aggettivo), ma “agòn” era anche il luogo dove ciò si svolgeva ed era dunque palestra o circo o stadio o anfiteatro o agorà cioè piazza, ma era in più sede di assemblea e dunque altresì di dibattito e di fronteggiamenti politici

L’improvvisazione che ha salvato Robin Williams

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Robin Williams

Robin Williams in una recente stand up comedy

Si annuncia come l’accoppiata comica della stagione 2009-2010 quella tra John Travolta e Robin Williams impegnati in Old Dogs, in uscita nelle sale degli USA in questi giorni (in Italia a Marzo).  Il talento comico di Robin Williams del resto è noto da tempo, così come il suo grande talento di improvvisatore. E’ stata proprio l’improvvisazione teatrale e la sua passione per la commedia a salvarlo più di una volta. La prima volta da giovane. Infatti ha passato tutta la fanciullezza da solo in casa a collezionare migliai di soldatini. La sua timidezza e la sua solitudine sono state proverbiali. Non frequentava amici e preferiva giocare da solo. Fu quando si iscrisse alla Juilliard School di New York per studiare recitazione che pian piano il suo carattere cambiò e riscoprì il valore della socialità. Questa maturazione ha contribuito a fare di lui quel grande attore di successo che abbiamo conosciuto nel serial Mork e Mindy e poi nei film come Good Morning Vietnam, L’attimo fuggente, Risvegli, Genio Ribelle e Patch Adams, solo per citare i più noti in Italia.

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L’improvvisazione teatrale è per tutti

18 novembre 2009 2 commenti
Long form d'improvvisazione teatrale

Francesco Burroni e i suoi allievi in una long form di improvvisazione teatrale.

Stai per uscire di casa per un appuntamento importante, irrinunciabile e all’improvviso ti piomba un vecchio amico che non vedevi da 10 anni e che dice che vuol passare tutta la giornata con te. Hai la casa libera e dai appuntamento al tuo partner per una frizzante seratina ma all’improvviso suona al tuo citofono tua madre che dice di voler passare un po’ di tempo con te. Hai sfornato il tuo ultimo software e stai dimostrando al tuo cliente come funziona quando all’improvviso va in crash rischiando di farti fare brutta figura. Sono alcuni esempi dei tantissimi imprevisti in cui incappiamo spesso anche se siamo degli abili ed incalliti pianificatori e pensiamo sempre a tutto o quasi. L’imprevisto è dietro l’angolo e spunta quando meno te l’aspetti appunto. Sembra addirittura che si diverta alla tue spalle, che abbia ordito un complotto contro di te. C’è chi allora la prende con filosofia e chi invece si arrabbia, chi è paziente e chi cede alll’ira. Gli attori, soprattutto di teatro, sanno bene quanto gli imprevisti siano sempre all’erta e pericolosi. Perciò quando arrivano cercano di minimizzarli o, meglio ancora, farne tesoro inglobandoli nella trama dello spettacolo.
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