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Conoscere l’improvvisazione, primo di 10 buoni motivi per iscriversi

5 gennaio 2010 4 commenti
Spettacolo alla notte dei messapi di Oria

Giuseppe Vitale e Francesca D'Abramo a La notte dei messapi di Oria del 2 gennaio 2010.

Tra 10 giorni inizia il corso d’improvvisazione teatrale del Teatro del Sì. Il 14 Gennaio a Francavilla Fontana presso la sede dell’Arci, a via dell’Arco Olimpo, è prevista, infatti, la prima lezione gratuita. E’ l’occasione buona per saggiare le caratteristiche del corso proposto e soprattutto le meraviglie dell’improvvisazione teatrale. Da oggi, 5 gennaio, fino al 14 gennaio vogliamo dare, in questo blog, 10 buoni motivi per iscriversi e partecipare al corso.

Il primo motivo per farlo è per conoscere più da vicino l’improvvisazione teatrale e goderne tutte le magie. Abbiamo già detto, in un post, che “improvvisare vuol dire calarsi per gioco in una situazione di vita e permettere alla propria umanità di esprimersi. Significa, quindi, arrivare a recitare in una maniera del tutto naturale creando la scena momento dopo momento e quindi alla fine, una storia che resta raccontata e ‘consumata’ solo una volta da un unico pubblico”. Improvvisaere vuol dire allora far parte di un’esperienza unica e irripetibile. Nessuno rivedrà mai la stessa improvvisazione, un po’ come nei mandala dei monaci tibetani, di cui abbiamo parlato in un altro post. Conoscere, allora, l’improvvisazione teatrale significa entrare nella galassia dell’arte estemporanea, l’arte del momento e per il momento. Questo significa da una parte grande tecnica e training continuo ma dall’altra relazione con le persone del pubblico, reciproca conoscenza. Una sorta di compenetrazione, insomma, tra natura e cultura, tecnica ed espressione, interiorità ed esteriorità.

Durante il corso, infatti, impareremo tutte le tecniche di base dell’improvvisazione e del teatro in generale. Lavoreremo sui meccanismi dell’ascolto, della fiducia, della formazione del gruppo e dellacomunicazione tra i suoi membri. Non essendoci drammaturgia scritta è necessario affinare al massimo i mezzi per esprimere una drammaturgia di gruppo, una parola collettiva che deve farsi subito ricca,subito significativa, subito interessante. Non è forse questo un buon motivo per iscriversi? Che aspetti? Iscriviti subito, hai tempo fino al 14 gennaio, giorno della prima lezione.

Il cemento dell’ascolto

Gruppo di fotografi

Gruppo di fotografi in controluce in varie pose.

Che cosa succede quando si mettono insieme più persone? Il primo pensiero va subito alla grande difficoltà nel metterle d’accordo, al fatto che ciascuno vuole ragionare con la propria testa o decidere con il proprio cuore. Il più delle volte sembra un’operazione impossibile, un’idea morta già alla nascita. Anche quando ci sono degli interessi in comune o degli obbiettivi che tengono insieme le persone per qualche tempo è sempre molto facile che il gruppo si sfaldi e che si torni al predominio dell’individualità, dell’io sulla coesione. Quante volte assistiamo alla nascita di gruppi e gruppetti che alla prima difficoltà si sciolgono come ghiaccioli sotto il sole d’agosto. Oppure quante volte certi gruppi sembravano inossidabili, capaci di sfidare il tempo e invece si sono persi di vista come pivelli senza bussola nel bosco.

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